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Tuveri

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TUVERI:

è presente in 205 Comuni italiani, di cui 91 in Sardegna: Cagliari 238, Guspini 211, Sardara 121, etc.

Che cosa significa tuvéri? Si possono fare diverse ipotesi, fra cui: sos tuveddos, in logudorese sono detti i buchi, i nascondigli, ma anche le narici, is carigas in campidanese. Tuvèra,  è però in campidanese la cannella del mantice del fabbro ferraio, quindi la voce tuvéri potrebbe benissimo derivare da tuvèra, Tuvéri pertanto potrebbe essere chi usa “sa tuvèra”, su frau, altrimenti detto su ferréri.

Considerando il fatto che il cognome Tuvéri è per certo della Srdegna  meridionale, è confermata questa ultima ipotesi, tuvéri = fabbro o fabbricante di mantici da fabbro.

Il cognome Tuvéri è presente nelle carte antiche della Sardegna. Tra i firmatari della Petizione di Pace di Eleonora d’Arborea, LPDE del 1388 ci sono anche: Tuveri Guantino, jurato ville Lunamadrona, odierno Lunamatrona. Contrate Marmille (vedi app. I^22); Tuveri Michele, ville Gonnos de Tramacia, Gonnostramatza. Partis de Montibus (vedi app. I^19).

Nella storia ricordiamo Giovanni Battista Tuveri, nato a Forru nel 1815. Eletto come deputato nel Parlamento Subalpino, come rappresentante di diversi collegi della Sardegna, nella prima, seconda, terza e quarta legislatura  Nel 1857 rinunciò al Parlamento e fu sindaco del suo paese Forru, che cambiò il nome in Collinas, come è attualmente. Fu prima di tutto un giornalista e teorico politico; acceso difensore del federalismo e contro le tesi Giobertiane. Per tutta la vita fu strenuo difensore del popolo sardo e soprattutto dei piccoli Comuni poveri e dei loro abitanti. Sempre in contrasto col governo che trascurò sempre le piccole amministrazioni locali a vantaggio della città. Morì nel suo paese di Collinas nel 1887. Ancora oggi, a distanza di ben oltre un secolo, le sue tesi sono validissime, ma, purtroppo per noi sardi, completamente trascurate dai nostri uomini politici di ieri e di oggi. Di lui il suo paese e tutto il popolo sardo ha un ottimo ricordo. Tutti i paesi della Sardegna gli hanno dedicato una strada.

Dai Registri Parrocchiali di Gonnosfanadiga apprendiamo: nella sezione battesimi; nell'anno 1839 venne alla luce e fu battezzato il bimbo Tuveri Ignazio di Nicolò Tuveri e di Congia Rosa, coniugi originari del centro abitato di Guspini.

 

 

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