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Lente; Lenti; Lento

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LENTE; LENTI; LENTO:

LENTE; LENTI; LENTO: il primo è presente in soli due Comuni italiani, in Calabria ed in Lombardia, entrambi con un solo nucleo familiare. Il secondo lo troviamo in 277 Comuni d’Italia, di cui 5 in Sardegna: Sarroch 12, Pula 11, etc. Il terzo è in 119 Comuni italiani, di cui 1 in Sardegna: Macomer con un solo nucleo familiare. Da una prima considerazione non sembrano cognomi sardi, per cui il significato e l’etimologia dei tre termini, trovano riscontro nella lingua italiana: lente = variante toscana di lento, nel significato di non teso, dal latino lentus; lente, dal latino lentis = lenticchia, ma, oggi, per noi una lente è un dispositivo ottico rifrangente, comunemente di vetro; lento, dal latino lentus, significa non veloce, non sollecito. In lingua sarda lente/i ha generalmente il significato e l’etimo italiano e così pure lento, ma in Logudoro prende il significato anche di morbido, riferito soprattutto al pane > pane lentu = morbido, soffice; può avere inoltre il significato di umido, dallo spagnolo antico liento = hùmedo; su lentòre, in logudorese è anche la rugiada, che qui in Campidano chiamiamo su serenu. Il cognome Lente è presente nelle carte medioevali della Sardegna, e non in maniera sporadica. Resta comunque scontato il fatto che l’etimo appare latino. È inoltre opportuno sapere che nelle carte medioevali della Sardegna, Lentis, è il nome di un villaggio abbandonato, di cui si fa menzione nell’opera di Giovanni Francesco Fara, “In Sardiniae Corographiam”, del 1584, al capitolo “de urbe Sasseris” ove è segnalata come abbandonata > iacent excisa oppida * Lentis, etc. Troviamo il cognome Lente tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388: Lente Juliano, majore ville Ville Longe, Villalonga: distrutto. Campitani Majoris (app. I^21); Lente Nicolao, curie de Sacargia, abitato scomparso: era ubicato in agro di Codrongianus, vicino a Sassari; attestato per la prima volta nel Condaghe di San Michele di Salvennor, nel 1116; appartenne alla Curadorìa di Figulinas, nel regno giudicale di Torres e fu poi possedimento privato dei Malaspina, sino al 1272; fu abbandonato verso la prima metà del secolo XV°. Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI°, XIII° secolo, è presente: ai capitoli 164, 206 e 248 una intera famiglia di Lente; Petru, Gavino, fratelli, Mariano e Travesu, rispettivamente figli di Petru e di Gavino (cap. 164 – Petru e Gavino, coinvolti come servi in una compera da parte del monastero, da una nobildonna): > compre (compro) de donna Muscu de Gunale con voluntad de su marido y de sus hijos su parte quanto le entrava en su vile y quanto le entrava en Capatenor (località) y la mitad del Salto de Ficostas (località) y la mitad (del servizio) de Pedro Lente y la mitad de su ermano Gavino, etc. Nel CSMS c’è anche un certo Lentu, al cap. 188, coinvolto, come servo, in una “cospicua” donazione, in agro di Pussu Major (Pozzomaggiore) al monastero, da parte di Donna Jorgia de Tori Muier (moglie) de Donnu Comida de Lacon: Dio a San Miguel D. Jorgia de Tori Mujer que fue de D. Comida de Lacon quando se hiso monja la Caça de Puzu Major con voluntad de su Marido y de sus ermanos con la Corte, con Vignas y hombres, a Juan Lentu entero (per l’intero servizio), etc. Anche nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, al capitolo 271, è presente un Lente ( si tratta di una lite – kertu – tra il monastero, col priore Iohanne e il villaggio di Puzu Passaris > scomparso, sito in località imprecisata, ma, secondo le ipotesi del Terrosu – Asole, tra gli odierni centri abitati di Romana e Cheremule): > Kertai (ego priore Iohanne) cun sa villa de Puzu Passaris ka: “Prokiteu mi parthites ( perché mi dividete) su saltu d’Uras ( si trovava in territorio di Puzu Passaris, non si tratta ovviamente dell’attuale centro abitato di Uras in provincia di Oristano), ki fuit de Ithoccor de Athen e de Petru su Frate”? E Issos narunnimi ka: “Est Populare Nostru “; ( il populare era la terra soggetta ad usi collettivi da parte degli abitanti di una villa) – Ego narailis ka: “ Non non borthe ( al contrario, anzi, piuttosto > dal latino potior?) pecuiare de Ithoccor de Athen e de Petru su frate. Et iudicarunnimi a batuier destimonios : ego batusillos e iurarum a cruce ( giurarono sulla croce) Comine Marras et Ianne Pizale et Petru De Plaza et Mikali Lente, etc. E dunque, rivedendo le carte antiche della Sardegna, il cognome Lente ha un suo ceppo propriamente sardo, ma di cui non è rimasta traccia negli elenchi anagrafici contemporanei.

 

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