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Mameli

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MAMELI:

che significa Mameli? Da dove deriva? Se andiamo indietro nelle storia di Roma, nell’albo consolare, alla data del 488 ab Urbe Condita (265 a.C.) c’è il nome di Lucius Mamilius Vitulus consul. Che relazioni ci siano tra la “gens Mamilia” della Roma Antica Repubblicana ed il cognome Mameli non ci è dato di sapere, ma rimane sinora l’unico punto di riferimento. Come poi il cognome Mameli abbia avuto discreta diffusione nella Sardegna meridionale, è ancora un enigma. Sta di fatto che la voce “mameli” in lingua sarda non trova altre spiegazioni. Il cognome è comunque ben documentato in Sardegna sin dai primi secoli del II millennio.

Il più famoso dei Mameli della storia medioevale della Sardegna, fu senz’altro Filippo Mameli de Aristanni, il primo sardo “doctore de decretu et de lege” (giurista) che si conosca. La sua lapide, con relativa iscrizione funeraria, si trova nella Cattedrale di Oristano, ove si legge appunto: - IOBIA DIES VIII MAIU MCCCXLIX MORIVIT MESSER PHILIPHO MAMELI DOTORE DE DECRETU ET DE LEGE ET CANONICU D’ARBAREE ET IAGHET CUGHE (qui) S. OSSA SUA – Filippo Mameli fu il primo estensore della famosa CARTA DE LOGU di Arborea, redatta per ordine di Mariano IV signore del Giudicato di Arborea, padre della  giudicessa Eleonora; che la fece pubblicare, distribuendo le copie in tutto il giudicato, villa per villa (villaggio per villaggio) e mandandola poi in vigore, dall’anno 1384.

Secondo don Giovanni Maria Mameli De’ Mannelli, consigliere di Stato, cavaliere, patrizio di Cagliari, giudice del consolato in Cagliari, traduttore e commentatore della Carta de Logu, la cui stampa fu fatta a Roma nell’anno MDCCCV, presso le stamperie di Antonio Fulgoni (siamo in possesso di una copia anastatica). Il canonico Filippo Mameli morì  non l’8 maggio 1349, bensì l’8 maggio 1348, di peste nera (la famosa peste citata dal Boccaccio nel Decamerone – La Peste Nera entrò in Sardegna nell’Autunno del 1347 e già ai primi mesi del 1348, il numero delle vittime del micidiale “virus” era altissimo. Gli effetti del letale contagio perdurarono per più di un secolo: ne furono vittime oltre al già citato Filippo Mameli, lo stesso Mariano IV, signore d’Arborea, nel 1375, e la figlia Eleonora, nel 1403).

Il cognome Mameli  è presente nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Mamele Michele, ville Ribechu, attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls ( vedi app. I^15); Mameli Antiocho, jurato ville Donugagia, odierno Donigala. Campitani Majoris (vedi app. I^21); Mameli Cilippo, jurato ville Sancto Haeru, odierno San Vero (Contrate Partis de Milis); Mameli Comita, jurato ville Busache, odierno Busachi. Contrate Partis Varicati (vedi app. I^23); Mameli Gantino, Burgi Castri M. Regalis,  Castello di Monreale (Sardara, vedi app. I^6); Mameli Gonnario, ville Aricu, odierno Aritzo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì (vedi app. 25); Mameli Joanne, jurato ville Donugagia (vedi su); Mameli Joanne, jurato ville Loddu, villaggio  distrutto. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli Juliano, majore (amministratore di giustizia, sindaco) ville Loddu; Mameli Leonardo, ville Truschedo, odierno Villanova Truschedu. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli Petrus, ville Sasseri, Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII – 1388 (vedi app. I^27). Sempre nel CDS di Pasquale Tola, al vol. II°, relativamente all’anno 1410 31 marzo, nel novero dei 557 homines di Oristano, che prestarono giuramento di fedeltà al re aragonese, in nome e per conto di Leonardo Cubello, ci sono Anthoni Mameli e Iohanne Mameli  (vedi app. III^ Anno 1410 31 marzo).

Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo citate ben 10 persone col cognome Mameli: al capitolo 22 (partizione di servi): > Ego Gregorius priore de Bonarcadu, partivi (ho diviso) cun iudice de Gallulu (Gallura). coiuvedi (ho unito in matrimonio) Goantine Mameli serbu de Sancta Maria cun Maria de Lee, ancilla de iudice de Gallul; fegerun II fiios: Zipari et Justa. Clesia levait (prese) a Zipari et iudice a Justa. Testes…Ai capitoli 103, 190, 202, 204 è citato Mameli Iorgi, binariu de iudike (il binariu era l’amministratore delle vigne e delle cantine del Giudice), generalmente come teste. Non abbiamo trovato il cognome Mameli nei Condaghi Logudoresi, cioè dell’alta Sardegna! Anche attualmente la sua area di maggiore diffusione è la Sardegna meridionale.

Nel Codice Diplomatico di Villa di Chiesa, relativamente all'anno 1537, 28 Giugno, è nominato Mameli Antonio Vincenzo (XVI° sec. cap. XX° riga 125): > (Sentenza della Reale Udienza > sui rapporti col Visconte Gessa) alla firma del "notario publico" Francesco Pinna Pileddu del 1537, fa ricontro la firma di Anthonius Vincentius Mameli, iuris utriusque doctor, regiique Archii curator - Calari die 6 martii 1756.

Nella storia ricordiamo, fra i tanti, Mameli Mariano, personaggio del regno giudicale di Arborea, padre (naturale) del più famoso Filippo, su menzionato. Visse a cavallo del XIII secolo. Fu canonico della Cattedrale di Santa Maria di Oristano (prima del figlio naturale Filippo). Fu incaricato dal Giudice di Arborea Mariano II in qualità di “custode” della pergamena contenente il trattato di tregua tra lo stato di Arborea e quello di Sassari, allora unito alla repubblica di Genova.

Ricordiamo inoltre, Mameli Raimondo, battezzato in Cagliari l’11 luglio 1763. Si unì in matrimonio nel 1795 con Barbara Paradiso, che sin dal gennaio 1813, sarà l’assistente della piccola principessa Maria Cristina di Savoia, ultima figlia di Vittorio Emanuele I e di  Maria Teresa d’Asburgo – Este, che la diede alla luce in Cagliari a metà novembre del 1812. Raimondo Mameli e Teresa Paradiso si dovettero poi trasferire a Genova al seguito della famiglia reale. Da Raimondo e Teresa nacquero 7 figli, il secondo dei quali Giorgio, fu, a sua volta, padre di Goffredo Mameli, l’autore dell’Inno Nazionale Italiano, “Fratelli d’Italia”.

Un meno famoso dei Mameli di Sardegna menzionati, è senza dubbio Antonino Mameli di Gonnosfanadiga, ma egli va ripetendo, a tutti quelli con cui si intrattiene, di appartenere alla più famosa famiglia cagliaritana di Goffredo; e intanto va sempre fischiettando o canticchiando il nostro Inno Nazionale! ( vedi nel Web – Giuseppe Concas – racconti e leggende del Campidano e Dintorni – is contus de Antoninu Mameli -).  

Attualmente il cognome Mameli è presente in 354 Comuni d’Italia, di cui 138 in Sardegna: Cagliari 357, Assemini 252, Selargius 171, Quartu 123, Monserrato 105. Nella penisola è Roma con 96 ad avere il numero più alto; seguono Milano con 57, Torino con 30, Genova con 27.

 

 

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