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Mele; Meli; Melis

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MELE; MELI; MELIS:

Mele ( di Ettore Rossoni): "E' diffusissimo in tutto il sud peninsulare ed in Sardegna; Meli ha ceppi in Sicilia, Sardegna, a Roma, nel fiorentino e nel parmense; Melle molto raro, sembrerebbe tarentino; Melli sembra avere due nuclei, uno nel milanese ed uno tra Mantova e Modena; Mello, abbastanza raro, dovrebbe essere originario del Salento; Mellon assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel mantovano ed uno nel padovano; Melon, molto raro, è specifico dell'area veneto, friulano, giuliana, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso accrescitivi, dal nome medioevale Mele (Miele), nome attribuito spesso ad un figlio molto gradito e atteso.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa in uno scritto del 1161: "...Rainerius Gaetani et Ildebrandus Mele et Gerardus quondam Guffredi missi sunt,..." ed in Sardegna nel 1200, in un atto del 1240 leggiamo: "...Ex hoc publico instrumento sit omnibus manifestum quod dominus Albithellus Mele, quondam Gualfredi Mele, publicus judex Castelli Castri Kallaritani et domini Ugolini de Ripafracta castellani eiusdem Castri...".

MELE; MELI; MELIS: il primo è presente in 1122 Comuni italiani, di cui 120 in Sardegna: Nuoro 179, Sassari 167, Siniscola 160, etc.

Il secondo è presente in 610 Comuni d’Italia, di cui 30 in Sardegna: Cabras 208, Oristano 71, Santa Giusta 53, etc.

Il terzo è presente in 866 Comuni italiani, di cui 218/377 in Sardegna: Cagliari 1661, Quartu 535, Selargius 504; è uno dei cognomi più diffusi nell’isola.

Nella penisola il primo conta a Napoli il maggior numero con 1363; il secondo ha i ceppi più numerosi in Sicilia: Palermo 904; il terzo annovera 422 presenze a Roma, 201 a Torino e 183 a Milano. Mele e Meli nella penisola derivano da melo e mela, cioè dal latino malus e malum. Melis è propriamente sardo.

Melis, Mele, Meli, come cognomi sardi, hanno la stessa origine: Melis è diffuso in tutta l’isola, Mele soprattutto nel centro - nord. Meli, con il numero più alto di presenze nell'Oristanese. Mele in logudorese, meli (mebi > betacismo), in campidanese è il miele. Deriva dal latino mel - mellis; μέλι (meli) in greco.  Su mele/i (mebi) dessa matta: è la resina dell'albero. Sa bucca 'e meli è la donnola. Unu cuaddu melìnu o mebìnu = un cavallo falbo (baio falbo), col manto colore del miele. Amelai/re (amebai) = addolcire, in senso figurato o mettere il miele ai dolci, ad esempio alle "pardulas" (formaggelle).

Troviamo i cognomi, nelle loro varie uscite, nei documenti medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Mele Barçòlo, jurato ville Sia Sancte Lucie, odierno Siamanna. Contrate Campitani Simagis, vedi app. I^24); Mele Barisono, jurato ville Sedilo: odierna Sedilo, Contrate Partis de Guilcier (vedi app. I^16); Mele Comita, ville Fonte, villaggio distrutto della Diocesi di Dolia. Barbagie Ollolai et Curatorie Austis, vedi app. I^11); Mele Crescente, jurato ville Capriles, villaggio distrutto. Contrate Campitani Simagis); Mele Franciscu (piccinnu), ville de Sardara (vedi app. I^6); Mele Franciscu, ville de Sardara; Mele Gonnario, ville Sammungleo, odierno Samugheo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì, Vedi app. I^25); Mele Joanne, jurato ville Fonte: villaggio distrutto, della Diocesi di Dolia. Barbagie Ollolai et Curatorie Austis (vedi app. I^11); Mele Joanne, ville de Sardara; Mele Juliano, ville Ecclesiarum, odierno Iglesias (vedi app. I^28); Mele Laurencio, jurato ville Loddu, villaggio distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu, vedi app. I^23); Mele Margiano, ville Laconi, Laconi et Contrate Partis Alença (vedi app. I^14); Mele Mariano, majore ville Leonissa, villaggio distrutto..Lunissa (Atzàra). Mandrolisay o Barbagia di Belvì, vedi app. I^25); Mele Masedu, ville Selluri, Sedduri - Seddori: odierno Sanluri (vedi app. I^29); Mele Nicolao - de Castri Januensis(Castelsardo, vedi app. I^3); Mele Nicolao, majore ville Desilo, Desul,  Mandrolisay o Barbagia di Belvì; Mele Nuscasio - de Bosa (Bosa, vedi app. I^2); Mele Petro, jurato ville Aidu, Aido.odierno Aidomaggiore. Contrate Partis de Guilcier); Mele Petro, ville Laconi (vedi app. I^14); Mele Salvator - de Aristanni: Oristano (vedi app. I^1); Mele Sandro, jurato ville Busache, Busachi. Contrate Partis Varicati); Mele Simono, ville de Sardara; Mele Sisinnio, jurato ville Desilo. Sempre nel CDS di Pasquale Tola, al II° volume, relativamente all’anno 1410, 31 marzo, nel novero dei 557 homines oristanesi, che giurarono fedeltà al re aragonese, in nome e per conto di Leonardo Cubello, sono nominati anche Iohanne Mele, Enrico Meli e Iohanne Melj (vedi app. III^ anno 1410 31 marzo); relativamente all’anno 1410 29 marzo, è nominato Andria Meli mercader (vedi app. III^ anno 1410 29 marzo).

Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, al capitolo187, troviamo, Mele N. N sposa a Goantine Taras e Mele Goantine coinvolti in uno scambio di terre: > donaitimi Barusone Mellone puru sa parzone sua et  dessos fratres: et ego donailli duos sollos de denaris. Testes: donnu Nigola, priore de Bonarcado et donnu Petru Coco preideru de Mili Pikinnu et Goantine Mele et Goantine Coco et Goantine de Kerki, maiore de cavallos de stalla de iudice.

Nella storia Ricordiamo un certo Mele Albizello, cittadino pisano, pubblico giudice di Castel di Castro Callari, e Mele Ildebrando, cittadino pisano, fratello di Albizello (siamo nella prima metà del XIII° secolo). 

Dai Registri Parrocchiali (Santa Barbara) di Gonnosfanadiga, relativi al 19° secolo (Ottocento), apprendiamo: dal 1826 al 1868 Melis nati e battezzati n° 65, defunti n° 27. Dal 1849 al 1868: nati 61, defunti 38. Dal 1869 al 1874: nati 26, defunti 20.

 

 

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