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Mocchi; Mocci; Mocco

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MOCCHI; MOCCI; MOCCO:

Mocchi: (di Ettore Rossoni) "Ha un ceppo lombardo nel milanese e nel pavese in particolare, un piccolo ceppo piacentino, uno massese ed uno triestino; Mochi è specifico del centro Italia, si individuano almeno tre ceppi, uno fiorentino, uno ascolano ed uno laziale, potrebbero derivare dal nome medioevale italiano Moccus, probabilmente originato dal nome del dio cinghiale celtico Moccus. Mocci: tipico della Sardegna sudoccidentale e della costa occidentale; è molto diffuso, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo sardo mòcca (budello usato per fare salsiccia o del salame) ad indicare forse l'attività di norcino. Mocco: è tipico del cagliaritano, di San Vito in particolare e di Quartu Sant'Elena, potrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine sardo mocca, come per Mocci".

MOCCI; MOCCO: il primo è presente in 280 Comuni italiani, di cui 105 in Sardegna: Villacidro 279, Cagliari 157, Bosa 96, Oristano 86, etc.

Il secondo è presente in 43 Comuni d’Italia, di cui 15 in Sardegna: San Vito 58, Quartu 14, etc.

Pur tenendo in considerazione le ipotesi di Rossoni, non abbiamo alcuna certezza sul significato e l’etimo dei due  cognomi e non sappiamo neppure se abbiano o meno significato e origine in comune. Possiamo elencare alcuni vocaboli sardi che potrebbero essere all’origine dei due cognomi o di uno di essi: su mucciu o muciu è sinonimo di mudecciu, mudeju, mudrecu, mujerru (con metatesi), qui in Campidano murdegu = cisto, in turtte le sue varietà. Come detto da Rossoni il vocabolo mocca nella parlata del Sarrabus, indica il budello, generalmente del maiale che si usa per fare la salsiccia = is mannàdas.

In latino moechus e in greco μοιχός (moicòs) è chiamato l’adultero. Per ora non sappiamo altro.

Sta di fatto che il cognome, nelle sue varie uscite è presente nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i sottoscritori della Petizione di Pace di Eleonora d’Arborea, LPDE, del 1388, abbiamo: Moccho Francisco, jurato (guardia giurata, collaboratore del sindaco) ville Septem Fontanis: distrutto : Siete Fuentes – [I conti di Siete Fuentes prendevano titolo sotto il governo spagnolo]. Castri Montis de Verro, app. I^9; Mocha Guantinus – de Aristanni: Oristano (vedi app. I^1); Mocha Joanne, ville Selluri: Sanluri (vedi app.I^29); Mocha Petro, majore (amministratore di giustizia, sindaco) ville Poupo: o Pupus? Distrutto. Partis de Montibus, app. I^19; Mochosu Simeone, jurato ville Bauladu: odierno Bauladu(Contrate Partis de Milis, vedi app. I^18); Moci Fuliato, ville Solgono: odierno Sorgono. Mandrolisay e Barbagia di Belvì (vedi app. I^25).

Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al capitolo 370 è nominato Gosantine de Moco, servu: > Posit (ha donato) Comita de Serra  ad hora de morte sa binia ki aveat in Binias (località) intyro dessa nostra, a sca. Maria pro anima sua . Testes: donnu Petru de Save su prebiteru kili levait penitentia (ultima confessione ed estrema unzione), et Gosantine de Moco su servu. Al capitolo 372, sempre de CSPS è nominata Pretiosa de Mocon figlia di Istephane de Mocon, in una lite (kertu) per la spartizione della servitù: > Kertait su operaiu (obriere - oberaiu = addetto alle funzioni dell'Opera) de sca. Maria de Pisas, donnu Jiuvanne cun Marinianu, kinke fuit priore (che era priore) in scu. Petru, in Corona (tribunale)de iudike Gunnari, in Sinotu (Sinodo), ka:" progitteu non minde das (perchè non me ne dai dei figli di) de Pretiosa de Mocon, ki est filia de Istephane de Mocon , ki est servu meu"? etc.

 

 

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