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Orgiu

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ORGIU:

orju, oriu, orriu, ordzu, orgiu è l’orzo. Dal latino hordeum. S’orju è il cereale per eccellenza per i sardi antichi, poiché nasce spontaneamente nella terra sarda, non il grano che però, portato dai Fenici prima, dai Cartaginesi poi, dai romani infine, ha preso il posto numero uno, anche se l’orzo ha sempre mantenuto un ruolo importantissimo nella storia economica della Sardegna. Ad esempio “s’orriu” = l’orzo, era il tributo fondiario pagato in orzo da tutti i sudditi, liberi, coloni e servi, che sfruttavano le terre demaniali, nei Regni Giudicali. S’orria (o anche s’orriu) in lingua sarda è ancora oggi il granaio, dove si depongono le varie granaglie.

La voce, nelle sue varianti, è presente negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna, soprattutto come toponimo.

Orrea, paese medioevale della Curadorìa di Sarrabus, nel regno giudicale di Càlari, oggi è il quartiere più antico di San Vito, ancora detto Orrea.

Orri, villaggio scomparso, sito in località Planu s’Orri in agro di Serramanna; in periodo medioevale fece  parte della Curadorìa di Nuraminis, nel regno giudicale di Càlari, etc. Dalla seconda metà del XV secolo non è più citato nei documenti antichi.

Villa d’Orri o Bidda ‘e S’Orri (da non confondere con Villasor), è una tenuta modello impiantata dal marchese di Villahermosa Stefano Manca, a 15 chilometri da Cagliari. Sulla strada che porta a Capoterra, Sarroch, Pula, negli ultimi decenni del 1700: fu residenza estiva per Carlo Felice, prima che diventasse re di Sardegna, dal 1799 al 1821.

Orria Manna e Orria Pitzinna, due abitati scomparsi ( citati nel Condaghe di San Michele di Salvennor, XI, XIII secolo, per la prima volta e successivamente nell’opera di G. Francesco Fara, “In Chorographiam Sardiniae”, del 1584), siti in agro di Chiaramonti. In periodo medioevale appartennero al regno giudicale di Torres, ma furono possedimento privato dei Doria, etc. ( Di. Sto. Sa. di F. C. Casula).

Seppure nella variante Orro (che potrebbe essere anche variante di Orrù: vedi Orrù), troviamo il cognome tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Orro (de) Gunnario, ville Iscopediu, odierno Escovedu. Partis de Montibus  ( vedi app. I^19); Orro (de) Barcolo, ville de Sardara, SARDARA MONTIS REGALIS (vedi app. I^6); Orro (de) Dominigho, ville Tuyli,  Tuyli: odierno Tuili. Contrate Marmille (vedi app. I^22).  

Attualmente il cognome Orgiu è presente in 52 Comuni del territorio italiano, di cui 22 in Sardegna: Isili 48, Masullas 23, Olbia 21, Mogoro 20, Nurallao 18, etc.

 

 


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