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Angius

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ANGIUS:

potrebbe significare agnello, dal latino agnus (vedi Angiõi etc.). Oppure potrebbe derivare dalla voce greca άγγος (àngos), che significa anfora, boccale, recipiente in genere. O dal verbo greco άγχω(ànco) = angustio, angoscia (angustiare, angosciare).

Secondo alcuni linguisti deriverebbe da bangius > balneum > bagno, come toponimo = luogo ricco di acque termali, con aferesi della consonante iniziale (un fenomeno fonetico frequente nella lingua sarda parlata, ma raro in quella scritta)! Su questa ipotesi permangono in noi dubbi, per il fatto che nelle carte antiche sia come cognome che come toponimo è riportato con la “b” iniziale.

Quando è avvenuta la caduta della “b”? Di rimando l’ipotesi dei diversi linguisti potrebbe trovare riscontro nel fatto che il cognome “Bangius” è quasi totalmente sparito dagli odierni registri anagrafici. Ma siamo certi che al suo posto si trova Angius? E perché tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo il cognome Bangius, ma anche Angiu (vedi più avanti)? Esistevano in Sardegna ben 6 centri abitati, col nome Bangios o Bangiu, oggi abbandonati, ma documentati nelle carte antiche medioevali: 1) - Bangios, abitato scomparso; era ubicato in località Spirito Santo, in agro di Perfugas. In periodo medioevale fu “villa” – “bidda”, appartenente alla Curadorìa di Anglona, nel regno giudicale di Torres, sino al 1272 fu possedimento privato dei Doria.

Il paese fu definitivamente abbandonato verso la fine del 1300 e l’inizio del 1400, verosimilmente per le continue guerre tra gli arborensi e gli aragonesi; 2) – Bangios, villaggio abbandonato: è attestato nei documenti medioevali della Sardegna, ma non ben localizzato. Appartenne alla Curadorìa o Parte di Campidano Simaxis o di Oristano( app. I^ 24), nel regno giudicale di Arborea. Non sappiamo quando fu abbandonato, ma non risulta più documentato dalla fine de 1300; 3) – Bangiu de Liri, abitato medioevale scomparso, era ubicato in prossimità della chiesa di Nostra Signora d’Itria in agro di Quasìla.

Il territorio è segnato da abbondanti resti preistorici e romani, evidentemente per la presenza delle acque termali. In periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Trexenta, nel regno giudicale di Càlari. Passò poi al Regno catalano aragonese di Sardegna, quindi fu possedimento oltremarino della Repubblica di Pisa, poi conquistato dalle truppe giudicali di Arborea e di nuovo, dal 1410, del Regno catalano aragonese di Sardegna: alla fine del 1400 il paese risulta disabitato; 4) – Bangiu, paese scomparso, sito in agro di Laconi; della “villa” si sa ben poco: è ricordata in una “quartina rimata” del 1868 del canonico Giovanni Spano: Bangiu e Pardubiore/ Sperdidu in mal’amore/ Pardubiore e Bangiu Sperdidu in malu prangiu/ (da una citazione riportata dal conte Alberto Ferrero della Marmora, nel suo “Itinerario nell’isola di Sardegna”); 5) – Bangios, detto anche Bangios, villaggio scomparso.

Era ubicato in agro di Uri, in località oggi detta Banzos, lungo la valle del Rio Mannu. Il paese è attestato nei Condaghi di San Michele di Salvennor, di San Pietro di Silki e di San Nicola di Trullas. Fu abbandonato verso la fine del 1300, verosimilmente per le continue scorribande delle truppe arborensi e di quelle aragonesi, in guerra per la conquista del territorio; 6) – infine citiamo Bangiargia, detta anche Bangius, abitato medioevale scomparso.

Era ubicato non lontano da Villa di Chiesa (Iglesias) e fece parte della Curadorìa di Cixèrri, nel regno giudicale di Càlari. Probabilmente a causa delle continue guerre tra il giudicato di Arborea ed il Regno catalano aragonese di Sardegna, verosimilmente nella seconda metà del XIV la sua popolazione si trasferì definitivamente nei centri vicini, tra i quali, Tratalias ed Iglesias. Nelle carte antiche medioevali della lingua e della storia della Sardegna è attestato il cognome nelle sue varianti: de Bançu, de Bangius, de Banjos, de Baniu.

Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo infatti: Bançu (de) Anthonio, ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias – app. I^ 28; Bangius (de) Petro, jurato ville Busache, * Busache…odierno Busachi. Contrate Partis Varicati – app. I^ 23; Bangius (de) Petro, jurato ville Golossane, * Golossane…villaggio distrutto…Curatorie de Marghine de Gociano – app. I^ 8; Bangius (de) Petro, ville Ecclesiarum. Ma nel LPDE troviamo anche, de Angiu Leonardo, jurato ville Ogiastra, * odierno Ollasta Simaxis -Contrate Campitani Simagis – app. I^ 24.

Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo, al capitolo 191: dio a San Miguel Gunnari de Banjos por su alma con voluntat de su muger y de sus hiios su parte de cortinque, quanto tenia de tierra y de viña …(Gunnari de Banjos dona a San Miguel per la sua anima, con la volontà della propria moglie e dei propri figli la parte di Cortinque località – quanto ha di terra e di vigna)etc.

Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, al capitolo 28 troviamo de Baniu Goantine chierico, citato come teste in una partizione di servi tra la chiesa di Sanctu Georgii de Calcaria e quella di Sanctu Gregorii de Bauladu: Ego Arrigu priore de Sancta Maria de Bonarcadu e Samaridanu servitore de Sanctu Georgii de Calcaria, fagemus recordatione…etc.

Fra i numerosi testimoni c’è Goantine de Baniu clerigu. Al capitolo 166/2^ parte, sempre del CSMB è citato de Baniu Petru, teste in una partizione di servi: (Ego Priore Iohanne) partivi (ho diviso) cun su piscopu(vescovo) de Sancta Iusta fiios de Goantine de Figus et de Iusta Barbis…tra i testimoni c’è appunto Pedru de Baniu. Nella storia il più famoso degli Angius è Vittorio (1798 - 1862). Collaborò, per la parte riguardante il regno territoriale di Sardegna, alla stesura del Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Stati di S. M. il re di Sardegna, dell'abate prof. Goffredo Casalis.

Attualmente il cognome Angius è presente in 255 Comuni italiani, di cui 110 in Sardegna: Cagliari 284, Sassari 196, Quartu 129, Terralba 77, Alghero 56, Lanusei 50, Bonorva 49, Isili 45, Guspini 43, etc.

Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto, con 60; seguono: Genova 31, Milano 29, Torino 26, etc. Vedi inoltre il cognome Bangius.

 

 

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