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Deiana; Dejana; Diana

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DEIANA; DEJANA; DIANA:

hanno in comune significato ed origine: de janas.

Secondo la credenza sarda le Janas (figure immaginarie)  sono le fate o dee dei boschi, delle caverne, dei nuraghi, di minuscole dimensioni. Vi sono tombe preistoriche cosiddette domus de janas (case delle fate) scavate in roccia, in diverse località della Sardegna. Se ne contano circa 2000, con maggiore frequenza nel Sassarese. A volte le troviamo isolate, altre riunite in vere e proprie necropoli, come ad esempio le domus de Janas di Anghelu Ruju e di Santu Pedru di Alghero.

Le domus de janas fanno parte del neolitico sardo e, secondo molti studiosi di archeologia della Sardegna, apparterrebbero al periodo prenuragico, nel quale invece la tomba più comune fu la cosiddetta "Tomba dei Giganti". Probabilmente, in alcune parti della Sardegna, continuarono ad essere usate in pieno periodo nuragico. Nella tradizione pagana le Janas erano portatrici di fortuna, ma talvolta anche di sfortuna.

In sardo esiste inoltre la voce ianna o janna o jenna o enna o genna, ma che significa porta e deriva dal latino ianua. Ianna o Janna ( deriva senza dubbio dal latino ianua) è il nome di un centro abitato scomparso: di origine romana, ubicato in agro di Ussana. Qui passava la strada militare che collegava Caralis con Olbia. In periodo medioevale fu villa (bidda) appartenente alla Curadorìa di Dolia, del Regno Giudicale di Carali.  Fu abbandonato nel corso del XVI° secolo.

I suddetti cognomi, con le loro varianti, sono presenti negli antichi documenti della lingua sarda, ma quasi sempre nella uscita De Yana o Deyana. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388 troviamo: De Yana  Gunnario, jurato ville de Lesanis, villaggio distrutto. Contrate Montis Acuti – vedi app. I^4); De Yana Benedicto, jurato ville Birore, odierno Birore. Curatorie de Marghine  de Gociano – vedi app. I^8); De Yana Georgio, jurato ville de Balamic, villaggio distrutto - Balamune? Contrate Montis Acuti); De Yana Ioannes - de Aristanni – (vedi app. I^1); De Yana Michele, ville Laconi, Laconi et Contrate Partis Alença – (vedi app I^14); De Yana Nicolaus - de Aristanni; De Yana Stephano, jurato ville de Donani, esistente, Contrate Montis Acuti - Ozieri); Deyana Federico, jurato ville Nuracogoma, odierna Noracugume. Curatorie de Marghine de Gociano); Deyana M. jurato ville Nuracogoma; Deyana Mariano, ville Gorare, Odierna Borore. Marghine de Gociano).

Sempre nel C. D. S. del Tola, vol.II, relativamente all’anno 1410, nel novero dei 557 homines di Oristano, che giurarono fedeltà al re aragonese, in nome di Leonardo Cubello, ci sono: Nichola Dejana, Andrea Deyana, Comita Deyana, Gonnarius Deyana, Guillermo Deyana, Iuliano Deyana, Perdo Deyana, Petrus Deyana – (vedi app. III^ Anno 1410 31 marzo); e nel 1678, nell’elenco degli insigniti di nobiltà e cavalierato, c’è anche Deana Monserrate >sic< - (vedi app. III^ Anno 1678).  

Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo: Diana Barusone (cap. 33), curatore de Parte Valenza: teste in una donazione a Santa Maria, da parte del Giudice di Arborea Petrus de Lacon: > Ego Petrus de Lacon, iudice de Arborea et visconte de Basso ad honore de Deus et de Sancta Maria et de totos sos sanctos et cun voluntade bona de donna Diana (nome) mugere mia, donna (regina) de Arborea.etc.

Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, XI°, XIII° secolo, compare la voce agitu de janas (agitu = ingresso, che noi in Campidano chiamiamo jàssu = ingresso, generalmente in un podere chiuso, recintato (cunjàu - tanca).

Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI°, XIII° secolo troviamo, al cap. 21 Garule de Yana, coinvolto in un acquisto da parte del convento: Comprè de Garule de Yana tomando semen a su cargo en todo por su hermano; (per il fratello) lo que tenia en Justa Murta un dia (del servizio) del mes…; ai capp. 287 e 295, sempre de CSMS, abbiamo Gosantin de Jana, coinvolto come teste in due acquisti (comprè) da parte del convento; al cap. 258 è nominato Juan de Jana, in una donazione alla chiesa di San Nicola: donasion de Juan de Jana > dio a San Nicolas (io) Juan de Jana por su alma (per la salvezza dell'anima) parte quanto tenia, tierra vigna corte y quanto tenia dentro y fuera  de caça (dentro e fuori casa), etc.; ancora nel CSMS, è presente Marian de Jana: al cap. 44 (una compera), al cap. 144 (una donazione a San Miguel), al cap. 153 (teste in un acquisto del convento), al cap. 155 ( i suoi figli sono coinvolti in un acquisto da parte del convento): > comprè de los hijos de Marian de Jana, etc.

Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al capitolo 325, troviamo Petru de Jana e Gosantine de Jana , padre e figlio, coinvolti in un acquisto (compor, in Cotronianu > Codrongianus) : > Comporaili a Gosantine de Jana et assa mama Justa de Valles, sa parte sua dessa vinia de Funtana, cun pomu e bacante cantu vi aveat, ki parthiat cun Petru de Jana et appretharunila a .xv. sollos. Et ego deivili .iij. boes domatos e .ij. sollos de verbekes, a boluntade de pare, sende armentariu de clesia (amministratore dei beni delle chiesa) donnu Mariane de Kerki e mandatore Janne Tatake > (Ho comprato – Ego Maximilla appatissa de scu. Petru de Silki – da Gosantine de Jana e da sua madre Justa de Valles, la parte loro della vigna di Fontana, con il frutteto e la zona non coltivata intorno, che aveva in comune con Petru de Jana – padre di Gosantine – e il prezzo pattuito è stato di 15 soldi. Ed io in comune accordo gli ho dato 3 buoi domati e pecore per il valore di 2 soldi, essendo amministratore per la chiesa don Mariane de Kerki e procuratore Janne Tatake). Seguono i testimoni.

Nell'opera "De Rebus Sardois II°" di Giovanni Francesco Fara, troviamo Deyana Quirica al capitolo Marchiones Aristani (i marchesi di Oristano): > Anno 1420 Leonardus Cubello fuit primus marchio (marchese) Aristani a Petro Torella (Torrelles) prorege 4 Kal. Aprilis (29 marzo) et comes Gotiani creatus, uxorem duxit (sposò) Quiricam Deyana, ex qua (dalla quale) duos filios habuit (ebbe due figli) Antonium et Salvatorem.etc. Ricordiamo Deyana Giovanni, suocero di Leonardo Cubello, e padre della succitata Quirica Deyana, moglie appunto del Cubello.

Nella storia ricordiamo: Deiana o De Iana Mariano, podestà giudicale di Alghero dal 1353 al 1354, nominato dal Giudice Mariano IV° di Arborea, difese la città con coraggio e tenacia, contro gli assalti delle truppe catalane aragonesi, comandate dal re Pietro il Cerimonioso. Lo stesso re racconta nella sua "Cronaca", che nonostante il grandioso spiegamento di truppe, per terra e per mare, la cittadina resistette agli assalti dal giorno di San Giovanni Battista, 24 giugno 1354, sino al 16 novembre dello stesso anno. In realtà Alghero cedette solo successivamente alla firma del trattato di pace tra il re il Cerimonioso e il Giudice d'Arborea Mariano IV°.  

Attualmente il cognome Deiana è presente in 453 Comuni italiani, di cui 177/377, in Sardegna: Olbia 958, Cagliari 347, Quartu 317, Selargius 257, Sassari 202, etc. Dejana è presente in 26 Comuni, di cui 7 in Sardegna: Cagliari 16, La Maddalena 9, Selargius 3, etc. Diana ( questo cognome nella penisola ha significato ed estimo completamente diversi da quelli sardi: deriva probabilmente da Diana dea dei boschi)  è un cognome presente in tutta Italia, in 906 Comuni, di cui 127 in Sardegna: Cagliari 206, Sassari 181, Carbonia 123, Iglesias 94, Gonnosfanadiga 70, etc. Nel continente San Cipriano di Caserta ne conta 750, Roma 500, Bari 297, Milano 141, Torino 125 etc.

Dai Registri Parrocchiali di Gonnosfanadiga, relativi al XIX° secolo ( '800) apprendiamo: Deiana non è presente; Dejana è presente tra i defunti del Registro 1849/1868. Si tratta di una bimba di appena 9 mesi, Dejana Rosica, morta e sepolta nel cimitero di Santa Barbara (adiacente alla chiesa), di Antioco (non originario di Gonnos, ma non ne conosciamo il paese di provenienza, e non è leggibile il nome della madre). Diana è invece presente in tutti e tre i Registri da noi esaminati: 1826/1848, nati e battezzati n° 15, defunti n° 12 (tra cui i più anziani, Sisinnio e Maria di anni 80); 1849/1868, nati e battezzati n° 23, defunti e sepolti nel cimitero di Santa Barbara n° 10; 1869/1874, nati 11, defunti 8.

 

 

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