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Pintus

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PINTUS:  

Per il cognome Pintus ci si deve richiamare al termine Pintu, che in sardo significa dipinto: da pintai (dipingere). Nel tardo latino abbiamo pinctare. La presenza della "s" del plurale fa riferimento all'appartenenza alla famiglia, alla generazione, alla casta dei Pintu: esti de is Pintus, si dice comunemente in sardo. Si presume quindi che il capostipite fosse Pintu, in relazione a ciò che il significato della parola comporta: ad esempio, dal viso picchiettato, con le lentiggini.

Pintu ed anche pintulinu significano screziato, picchiettato; su sturru pintu è lo stornello; lintu e pintu significa uguale, identico. Sa pinta è la fisionomia; sa pinta de su tiau(lu) è la figura del diavolo. Portat sa pinta de su babbu significa è identico al padre: talis pater talis filius; truncu 'e figu, astua 'e figu > vedi nel Web   "Dicius", detti e proverbi del Campidano. 

Il cognome è presente nelle carte antiche della stoira e della lingua della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora LPDE del 1388, troviamo: Pintus Francisco, ville Ecclesiarum( Villa di Chiesa - Iglesias, vedi app. I^28); Pintus Guantino, ville Ecclesiarum; Pintus Juliano, ville Ecclesiarum; Pintus Petro, ville Ecclesiarum; Pintus Xpoforo, ville Montis Leonis (Monteleone Roccadoria - Caputabas, vedi app. I^20).

Nel Codice Diplomatico di Villa di Chiesa, oltre a quelli già nominati come firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, relativamente all’anno 1450 è nominato Pintos Giuliano (XV° LXXII 139 e LXXIII 403).

Nel Condaghe di S. Nicola di Trullas, CSNT XI°, XII° secolo, al cap. 85 è nominato Pintu Gosantine, teste in una donazione di terra: > Positince (ha donato) Saltaro d’Iscanu su latus suo (la sua metà) de sa terra chi parçiamus impare de Badu de Berbecile (in Trullas), pro anima dessa filia cando es morta. Testes: Simio d’Elices et Gosantine Pintu; al capitolo 134 è nominato Pintu Janne, in una permuta di terra: (Ego Iohanne de Fravile ponio in ecustu condace) > Tramutai cun Janne Pintu terra pro terra: ego deili sa terra de vinia de Tina; et ise deitimi in sa padule, tenende (confinante) assa chi comporai ad Andria Voçe. Testes, etc.

Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al capitolo 205 (su kertu mannu, vediapp. II^) troviamo Pinta Maria e Bona; al capitolo 272 è nominato Ithoccor Pintu, coinvolto come testimone in una lite per il possesso della servitù: > Kertait mecu su priore de Plaianu donnu Juvanne de Sevenes, pro fiios d’Elene Gathia, ca: “ Progitteu non minde das (perchè non mene dai?), ki sun fattos in servu meu, in Juste de Cora”?, etc. > et ego battussilos , a Gosantine de Magar et a Dorgotori Caia et a Dericcor d'Innoviu et a Mariane Caia et a Ithoccor Pintu, etc.

Nella storia della Sardegna ricordiamo Pintus Cesare (Cagliari 1901 - 1948), antifascista del Movimento di Giustizia e Libertà. Poco dopo la Laurea in Giurisprudenza, nel 1930, fu arrestato con l'accusa di cospirazione contro il Fascismo. Condannato a 10 anni di reclusione, ne scontò 6, perché affetto da una grave forma di tubercolosi. Rientrò a Cagliari, dove subì un'operazione, che lo portò alla riabilitazione, ma mai completa. Sino alla fine del Fascismo fu tenuto sotto rigida sorveglianza e, per la condanna subita, fu estromesso dall'albo degli avvocati. Dopo la Liberazione si occupò della Stampa Sarda e resse il Comune di Cagliari sino alla nomina del primo sindaco del dopoguerra. Ricordiamo inoltre Pintus Sebastiano, sacerdote di Iglesias (1876 - 1909), studioso di Teologia e autore di uno studio sulle Diocesi Sarde, ancora oggi valido. Purtroppo morì ancora giovane all'età di soli 33 anni.

Attualmente il cognome Pintus è presente in 171 su 377 Comuni dell'isola, omogeneamente distribuiti nel territorio. Nel territorio nazionale è presente in 474 Comuni. Nel Continente la maggiore frequenza si registra nel centro nord. In USA lo troviamo in 12 Stati, per lo più della costa occidentale, a parte la California, con un solo nucleo familiare.

N.d.R. Dai Registri Parrocchiali di Gonnosfanadiga apprendiamo che il cognome Pintus era diffuso e ben radicato sin dal '700; nell'elenco dei battesimi dal 1826 al 1848 abbiamo ben 80 neonati col cognome Pintus.

 

 

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