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Fanari

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FANARI:

è un cognome attualmente presente in 137 Comuni italiani, di cui 61 in Sardegna: Cagliari 92 Guspini 91, Baratili San Pietro 72, Sassari 32, Oristano 30, Pabillonis 30, Sinnai 22, etc.

Nei documenti antichi lo troviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388: Fanari (de) Jacobo, ville de Sardara (SARDARA MONTIS REGALIS...),(vedi app. I^6); Fanari (de) Laurencio, ville de Sardara; Fanari (de) Petro, ville de Sardara. Sempre nel LPDE lo troviamo nella variante "de" Fenari(i): Fenari (de) Francisco - de Bosa, vedi app. I^2); Fenarii (de) Petrus - de Aristanni, Oristano: (segue  elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE), ( vedi app. I^1). Sempre nel C. D. S. del Tola, al volume II, relativamente all’anno 1410, 31 marzo, tra i 557 homines di Oristano, che giurarono fedeltà al re aragonese, in nome e per conto di Leonardo Cubello, c’è anche Stephano de Fanari, ( vedi app. III^ Anno 1410 31 marzo).

Per quanto riguarda i due De Fenari, de Bosa e de Aristanni, non abbiamo la certezza che si tratti di persone provenienti da Fanari villaggio di seguito nominato.

Fanari è il nome di un antico centro abitato, abbandonato, suddiviso in due frazioni: Fanari de Jossu, Fanari de Susu, siti in agro di Vallermosa. Tutto il territorio è disseminato di evidenti resti nuragici, tra cui il bellissimo Pozzo Sacro di Matzanni, esempio notevole della grandezza della civiltà nuragica. I due centri avevano presumibilmente origini preistoriche, ma noi abbiamo notizie certe solo a partire dal Medioevo. Fanari de Jossu è registrato come villa (bidda) appartenente alla Curadorìa di Gippi o Parte Ippi, nel regno giudicale di Càlari. Passò poi al regno di Arborea, quindi alla Repubblica di Pisa. Poi al regno catalano aragonese di Sardegna. Verso la fine del XV° secolo, il villaggio fu abbandonato. Fanari de Suso (anche essa villa - bidda - medioevale) è la parte più antica di Fanari; di origini preistoriche: il suo territorio, come già detto per Fanari de Jossu è ricco di resti della civiltà nuragica.

Nell'opera di Giovanni Francesco Fara  "In Sardiniae Coroghaphiam" troviamo: Intus deinde sequitur regio partis Hipis, tota fere plana, sarmentosa quidam et gregum copia frequens, pabulum ubertim suppeditas et aquas stagnantes set irriguas, frigidas set callidas, iacent oppida. Fanaris Superioris, Fanaris Inferioris, Leni, Hispidi, Aquensa (vedi il cognome Achenza).

Il vocabolario sardo, Geografico, Patronimico ed Etimologico del canonico Giovanni Spano, recita: Fanaris villaggio distrutto, nella diocesi di Cagliari. Ne esistevano due, inferiore e superiore. Voce fenicia, apparizione, veduta. In verità se vogliamo dare credito alla tesi dello Spano la parola non deriva dal fenicio, ma dal greco φάινω (faino), mostro, appaio, splendo etc. Noi invece crediamo che la voce fanari derivi dal latino fenarius o faenarios e quindi faenarii o fenarii, nel senso comune di prati, pascoli, che in Campidano oggi chiamiamo comunemente pasturas o colturas. Tale persuasione ci deriva dal fatto che nei tempi antichi il territorio era e lo è tuttora ricchissimo di pascoli e di greggi.

Inoltre la voce antica fenarios, intesa come prati, pascoli, è documentata nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo,  ai capp. 78, 141, 236, etc. – 78 – (una donazione al convento di San Pietro, da parte del nobile – donnu – Ithoccor de Kerki): positinke a sc. Petru de Silki Ithoccor de Kerki totta sa parthone sua de Silki e coorte e terras d’agrile e saltos e fenarios et ortales.

N.d.R. La maggiore frequenza del cognome Fanari, antico de Fanari, nei Comuni vicini all'antico sito (a parte Sassari), è prova della sua provenienza dal villaggio scomparso (villa - bidda) della Curatoria Gippi, appartenente al Regno Giudicale di Carali.

* Nei Registri Parrocchiali di Gonnosfanadiga di fine Settecento e inizio Ottocento il cognome Fanari appare raramente: il primo Fanari registrato risulta Fanari Vincenzo Luis, di Antonio e di Coni Giuseppa, tra i battezzati del 1827. Si annoverano poi: Fanari Sisinnia di Giovanni, 1850; quindi, Fanari Sisinnio 1850; Serafina, 1853;  Anna, 1858; Rosa, 1859;  Giuseppe, 1861; Serafina, 1863 (la prima Serafina era morta nel 1856); Francesco 1868; Barbara, 1872; Sisinnia 1873 (la prima Sisinnia era morta), tutti figli di Giuseppe e di Casti Luigia. Nel 1870 è battezzato Fanari Luigi, di Melchiorre e di Malica Chiara. Tra i defunti del 1867, è registrato Fanari Sisinnio Antonio, morto all'età di 57 anni. Pur senza prove certe, i Fanari di Gonnosfanadiga risultano provenienti dai centri vicini, probabilmente da Guspini, ma non sottovalutiamo il fatto che la presenza del nome Sisinnio ci porta a ipotizzarne la provenienza da Villacidro.

Chi porta il cognome Fanari e ha ulteriori integrazioni da fornire, lo faccia, con la posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; verrà indicato il suo nome e cognome o le iniziali, grazie.

 

 

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