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Tocchi; Tocco

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TOCCHI; TOCCO:

Tocchi (di Ettore Rossoni): “Ha un piccolo ceppo nel bolognese, uno altrettanto piccolo nell'aretino ed uno tra viterbese e romano; Tocchini ha un ceppo a Nave nel bresciano, ed uno nella zona che comprende il livornese ed il lucchese, a Livorno ed a Porcari, Capannori, Altopascio e Montecarlo nel lucchese ed a Firenze; Tocco ha un ceppo nel sud della Sardegna, uno nella zona di Terrasini nel palermitano, uno nel Piemonte occidentale ed uno nel pescarese; Toccoli ha un ceppo in Trentino a Dro, Cavedine, Arco e Trento, ed uno piccolo a Terni.

Questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale di origine germanica Tocchus, o Tocco, ma in qualche caso possono anche essere derivati dal nome dei paesi di provenienza dei capostipiti, come potrebbero essere stati Tocco in Valtellina o Tocco Castiglione e Tocco da Casauria nel pescarese”.

TOCCO: può derivare dal verbo toccare: toccato o anche tocco. Che viene usato nei diversi valori. Quando, ad esempio,  si dice di uno: "E' un po' tocco"! - Si vuole indicare una persona fuori della norma, svitata, lunatica (in sardo "toccu"! Tocco è anche l'atto del toccare: un tocco alla porta; un tocco di bacchetta magica;  un tocco di pennello (in pittura); un tocco di scalpello (in scultura); un buon tocco di palla (nel gioco del calcio); etc. etc.

Il termine tocco definisce inoltre un bel pezzo di pane, di formaggio o anche un pezzettino (es. spezzatino di carne). Il tocco è infine un copricapo maschile rotondo senza tesa, usato ancora oggi dai magistrati, dagli avvocati  e dai docenti universitari, quando vestono la toga: in araldica è la berretta di velluto posta nell'interno delle corone dei re e dei principi; viene dal francese toque.

Il verbo toccare e tutti i suoi derivati sono di chiara origine onomatopeica (toc, toc). Non ci è dato di stabilire quale valore semantico attribuire al cognome Tocco.

È presente come cognome negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388, figurano: Toco Angelo, ville Septem Fontanis, villaggio distrutto : Siete Fuentes - Castri Montis de Verro ( vedi app. I^9), Septem Fontanis Sancti Leonardi. Ubicato in agro di Santulussurgiu; il villaggio è nominato per la prima volta nel Condaghe di San Nicola di Trullas, di cui, al capitolo 278, troviamo (si tratta di una donazione),: > ego (donna) Pretiosa d'Athen, ki ponio (dono) sos saltos meos (le  mie terre) de Nurcar a Sanctu Nichola de Trullas, cum boluntade de maritu meu et cun boluntade de fiias meas.et in serra de Sete Fontanas, etc.; Toco Barsolo, ville Septem Fontanis.

Nella storia rimane famoso un certo Tocco Giuseppe, sudditto del regno giudicale d'Arborea, implicato in uno strano caso di spionaggio, durante la guerra tra il regno d'Arborea e il regno catalano aragonese di Sardegna (Dizionario Storico Sardo, di Francesco Cesare Casula). E' interessante  inoltre la figura di Tocco Giuseppe di Iglesias (1912 - ?) : laureato in lettere ; iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Sardegna;  uomo politico, militante del Partito Socialista Italiano (PSI), consigliere regionale, deputato al Parlamento e senatore della Repubblica. Sottosegretario di Stato. Si è poi ritirato dalla vita politica attiva, ma nel 1996 ha ripreso a fare politica, fondando il nuovo Partito Socialista Sardo, sulle ceneri del PSI di Bettino Craxi.

Attualmente il cognome Tocco è presente in 306 Comuni italiani, di cui 76 in Sardegna ( è senzaltro la regione italiana con la maggiore diffusione del cognome, soprattutto in percentuale al numero di abitanti): Cagliari 165, Quartu 149, Iglesias 88, Terralba 77, Monserrato 54, etc. Tra le altre regioni italiane con maggiore presenza è la Sicilia (prov. di Palermo): Terrasini 135, Palermo 112, etc. Nella penisola Roma ne conta 73, Genova 40, Alanno (Pescara) 34, Torino 28, Milano 16, etc.

Informazioni fornite da Juan Carlos Marino-Montero: “La famiglia Tocco è di antica nobiltà, i cui rami abitarono a Napoli, Venezia, Benevento, Capua, Tropea, Chieti e Nicotera; ottennero il titolo di Granduca e l'Ordine spagnolo del Toson d'Oro; estesero la loro potestà alle isole ioniche di Zante e Cefalonia. Tra i personaggi degni di nota c'è Ugolino Tocco, podestà napoletano nel 1195; Carlo Tocco verso il 1200 scrisse di giurisprudenza longobarda; Riccardo Tocco si distinse con Carlo I° d'Angiò nella guerra di Tracia; Leonardo Tocco nel 1357 fu inviato da Filippo Principe di Taranto a conquistare l'Etolia e le isole ioniche. Si dice che furono i Tocco a far edificare la città di Cefalonia di cui furono Signori fino al 1517; Ludovico Tocco nel 1415 fu Capitano Generale e Grand'Ammiraglio della Regina".

 

 


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